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Gérard Vidon
Devanture du Hot Club
Salle du Hot Club

Lione vibra al ritmo del jazz

Gérard Vidon, presidente dell'Hot Club

Spazio associativo dal 1948, l'Hot Club ha conosciuto gli inizi del jazz ed ha ospitato tutti i grandi del jazz (Duke Ellington è il presidente ad honorem). Animato da un costante spirito pionieristico, l'Hot Club rappresenta oggi il luogo ideale per scoprire i talenti di domani, avvolti da un'atmosfera calorosa e informale...

Cosa fa dell'Hot Club un luogo emblematico del jazz a Lione?

È stata la culla del jazz nel Rhône-Alpes, poco dopo l'arrivo di questo stile musicale in Francia. I musicisti sono venuti a stabilirsi qui perché Parigi era occupata. Aiutati da un pugno di artisti delle Belle Arti (Roger Planchon, Jean Vilar, Raoul Bruckert, Jean Janoir), hanno creato questa associazione ed hanno cominciato ad esibirsi nelle cantine lionesi. L' Hot Club ha visto esibirsi artisti come Vian, Cocteau, Greco... Si è trasferito più volte ma lo spirito dell'associazione è rimasto lo stesso: incoraggiare la creazione e diffondere il jazz in tutte le sue forme.

In cosa si distingue questo luogo?

È un luogo di appassionati, gestito da una decina di volontari e animato da uno spirito creativo. Lavoriamo con più di 400 musicisti, che vengono qui per provare e danno concerti. Abbiamo uno o due artisti noti ogni mese, e il resto del tempo è un vero laboratorio di musicisti che vengono qui per affacciarsi sulla scena. E ci riescono davvero: il locale ha visto nascere grandi jazzisti come Michel Petrucciani, Louis Sclavis, Dominique Di Piazza, Lionel Martin, Franck Avitabile o Gaël Horellou! Questo spirito pionieristico e associativo si ritrova nell'atmosfera calorosa del locale e nella relazione tra la scena e il pubblico.

Qual è la programmazione?

Ci sono cinque concerti a settimana , con tutte le correnti del jazz! Si va dallo swing all'electro, passando dal New Orleans, dal blues, dal jazz manouche, dal free jazz e dal jazz contemporaneo. E di tanto in tanto abbiamo qualche ospite eccezionale: l'Hot Club ha accolto Chet Baker, Dizzy Gillespie, Louis Armstrong, Thelonious Monk, Miles Davis e Art Blakey and the Messengers!

Lione è una città di jazz?

Sì! Con tutti i musicisti provenienti dai conservatori della regione, abbiamo un enorme vivaio di talenti e dei bei luoghi di diffusione: il Périscope , la Clef de Voûte , l' ARFI , il Saint-Georges . La regione conta anche dei festival imperdibili a Vienne , Vaulx-en-Velin , Grenoble o Rive-de-Gier ... Tra l'altro, quasi tutti i direttori di questi festival sono passati dall'Hot Club!

Le sue passioni lionesi

Dove consiglia di andare per assaggiare una andouillette e una quenelle?
Da Hugon all'Hôtel de Ville, il migliore bouchon di Lione, oppure al Café Chenavard .

E per fare una passeggiata romantica?
A Fourvière o sulle rive della Saona , e nella rue Lanterne ovviamente!

Dove si possono incontrare dei «veri» Lionesi?
Nella nostra associazione di «veterani» lionesi, siamo i veri ruderi di Lione!

Dove bisogna andare per divertirsi?
Alla Grotta di Saint-Loup a Caluire, di fronte all' Ile Barbe , in uno straordinario universo popolato di moto: un luogo originale dove si può mangiare, bere, assistere a un concerto o ballare.

E dove si può comprare un souvenir di Lione?
Un tessuto di seta da Canova , oppure un Guignol, la marionetta mascotte dei Lionesi nella Lione vecchia!

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